lunedì 24 novembre 2014

TIGER WOODS E IL SUO NUOVO SWING COACH: CHRIS COMO

Tiger annuncia su Twitter il suo nuovo allenatore.

Dopo Butch Harmon, Hank Haney e Sean Foley, adesso è venuto il momento di Chris Como.

36 anni, di Plano, Texas, Chris Como insegna al Gleneagles Country Club ed è uno dei Golf Magazine's Top 100 Teachers. 

Chris Como collabora con il Dr Young-Hoo Kwon, esperto di biomeccanica nel golf e delle dinamiche su come il movimento atletico impatti sul corpo e quindi su possibili infortuni.

Il 2014 Tiger ha giocato solo 9 eventi e per il resto ha sofferto di infortuni più o meno importanti ed è possibile che questa scelta sia stata dettata anche per questo motivo.

Tiger tornerà ai vertici nel 2015? Di sicuro è uno che non molla e sicuramente sarà così.


Tiger announced Saturday on Twitter that Chris Como would be his new swing coach, after four years with Sean Foley.

36 years old, he's from Plano, Texas and teaches at Gleneagles Country Club. 
He's one of the Golf Magazine's Top Teachers and he's working with Dr. Kwon, one the foremost expert in golf biomechanics and sport injury mechanism.

Will Tiger be back in 2015? I'm sure he's someone who doesn't give up and I'm sure he will.



mercoledì 19 novembre 2014

RACE TO DUBAI @JUMEIRAH GOLF ESTATES WITH RORY, HENRIK AND JUSTIN


Finale di stagione della Race to Dubai al Jumeirah Golf Estates.
McIlroy, Stenson e Rose rivivono i colpi fantastici che hanno realizzato nel recente passato.

Da vedere!!!



End of the season for the Race to Dubai at the Jumeirah Golf Estates.
McIlroy, Stenson and Rose return to the Earth course at Jumeirah Golf Estates to challenge each other to the famous shots they hit there. 

Must see!!!

martedì 11 novembre 2014

GOLF: LO SPORT PER TUTTI - IT'S ANYONE'S GAME


Snob, elitario, caro, anzi carissimo, per noatleti... 

"Si bello, ma adesso che sono giovane faccio altro. Mi dedicherò al golf dopo i 60 anni...quando (e se) andrò in pensione".

Sono più o meno queste le parole che spesso sentiamo abbinate al golf, parlando con amici "no golfisti" o sentendo discorsi sul golf "dall'uomo della strada", giusto?

Diciamo la verità: sullo snob, elitario e caro carissimo, un po' il mondo del golf, se l'è cercata, soprattutto in Italia e prima di togliersi questa etichetta, allenata per decenni, ci  vorrà un po' di tempo.

E' anche vero che negli ultimi 10 anni, il golf in Italia è diventato (ad esempio negli USA lo è sempre stato) più "popolare", nel senso che giocare a golf è possibile anche a prezzi accessibili.

L'accesso al "mondo golf", inteso come campo pratica, campi, maestri e attrezzatura, oggi si può fare, con lo stesso impegno economico (a volte meno) di sport come lo sci o il tennis, che sono già considerati "alla portata di molti".

E' chiaro che fare running o nuotare costa meno e si tratta di discipline fantastiche, ma il golf merita di essere portato alla conoscenza "dei molti", perché è veramente il gioco più bello del mondo, si gioca all'aperto, da soli o in compagnia e per tutta la vita, ognuno al suo livello.

Quindi caro amico golfista, appena avrai un po' di tempo, prendi il tuo migliore amico e portalo con te in campo pratica, fallo provare e se, come è capitato a me, avrà la fortuna di far volare una pallina a 40 mt con un ferro 7, sarà un colpo di fulmine e ti sarà grato per il resto della sua vita.

Buon golf!!!



Snob, elitist, expensive, not athletic...

"yes interesting, but now I'm preferring practicing other sports. I'll play golf after, when I'll be over 60...".

Those are more or less the words we often heard about the game of golf, talking with no golfers friends, right?

Let's say the truth: about the snob, elitist and the expansive part, there is something true and to change the stereotype takes some years of different approach.
But it's true that in the last 10 years many things are happened and now the game is more "popular", in the sense that to play golf is more affordable.

The access to world of golf, practice range, golf course, teachers and equipment is easier compared to the past and it can be compared to skiing and play tennis.

Of course running and swimming are less expensive and those are fantastic sport, but the game of golf deserve to be top of mind for the most, because it is truly the most wonderful game in the world, you can play in amazing places, alone or in company and for all your entire life.

So, dear friend, as soon you'll have the opportunity, go to the practice range with your best friend and let him hit some 7 irons and I'm sure, as it happened to me, he'll fall in love with the game of golf and he'll be grateful to you for the rest of his life.

Happy golf!!!


lunedì 10 novembre 2014

GOPRO HERO4 IN THE GAME OF GOLF



Idea perfetta per farsi un regalo, da regalare ad un amico, a una amica, golfista o sportivo in generale.

E' la GOPRO Hero4, la video camera e macchina fotografica che permette di fare riprese inaspettate e montare dei video fantastici, per sorprendere gli amici e rivivere momenti al massimo delle emozioni.

Nata per sport come il paracadutismo, il surf, la mountain bike, è oggi un fantastico supporto per creare delle fantastiche clips anche nel golf.

Ci sono diversi modelli disponibili e si acquista on line, anche dal sito ufficiale GoPro.

Non so voi, ma io la voglio assolutamente!!!!




Perfect idea for a gift, for a friend, a golfer or for myself .

It's the GOPRO Hero4, the video camera, to shoot amazing pictures and video to surprise friends and to live again "hero" moments of our life.

Born for active sports as surf, mountain bike, skydiving, today is a fantastic tool also for golfers, to store great videos and re-experience great golfing rounds.

There are many models and to go deeper go directly to their website.

I don't know what about you, but I love it!!!


venerdì 7 novembre 2014

FITNESS FRIDAY FOR GOLFER


Esercizi facili da fare in casa per migliorare la stabilità dello swing? Karen Palacios-Jansen ne mostra alcuni facili per la corretta rotazione dei fianchi ed evitare dispersione di forza a causa dello slide verso destra. Video di Golf Digest.
Buon golf!!!

One reason golfers sway or slide during the backswing is ineffective stabilizer muscles. LPGA Teaching professional Karen Palacios-Jansen demonstrates an effective workout to help strengthen these muscles and facilitate proper hip-rotation. Video by Golf Digest.
Happy golf!!!

martedì 4 novembre 2014

2014 TOP TECHNOLOGY IN THE GAME OF GOLF - GARMIN APPROACH S6






L'ultimo orologio GPS nato in casa Garmin, per i golfisti. 

Approach S6, nato per il campo da golf, ma bello da portare al polso tutti i giorni, è l'ultimo GPS di Garmin che offre tantissime funzioni:

  • Il pulsante dedicato CourseView consente la visualizzazione delle distanze esatte, il contorno ed il layout effettivo di una buca, incluso tee box, fairway e green
  • Dotato di nuove ed innovative metriche per l’analisi dello swing: SwingTempo, TempoTraining e SwingStrength
  • Touchscreen a colori ad alta risoluzione, antiriflesso, adatto all'uso con il guanto 
  • Smart Notification: permette di ricevere e-mail, SMS e avvisi direttamente sul display (con molti smartphone di nuova generazione)
  • Lettura di distanze precise per oltre 38.000 campi internazionali, nessun abbonamento né costo aggiuntivo è richiesto 
  • La nuova piattaforma Garmin Connect Golf consente di riprodurre, analizzare, condividere e confrontare il proprio round di gioco; visita il sito Web GarminConnect.com per ulteriori dettagli

  • Ci sono poi altre interessanti caratteristiche che puoi scoprire sul sito Garmin, dove potrai anche acquistarlo direttamente on-line (prezzo è di 399 eur).

    Una bella idea per farselo regalare per Natale!!!


    The last GPS from Garmin, dedicated to golfers.

    Approach S6, for the golf course, is reach of many helpful features:

    • Features swing metrics: SwingTempo, TempoTraining and SwingStrength™
    • Dedicated CourseView button with Green View for manual pin positioning
    • PinPointer blind shot assistance tells you where the pin is, even if you can’t see it
    • Touchscreen, high-resolution, glove-friendly
    There are many other features you can find on the Garmin web site, where you can buy it on line at 399 $

    A good idea for Christmas!!!



    lunedì 3 novembre 2014

    FITNESS: POTENZIA IL TUO BACKSWING - MORE POWER TO YOUR BACKSWING


    Il fitness per chi gioca a golf è specifico e andare in palestra praticando esercizi classici non è sempre la soluzione corretta.

    Nel video di www.golf.com Adam Schriber mostra diverse sequenze da fare a corpo libero, con la palla medica e gli elastici, per dare forza alla rotazione nel backswing.

    Sono 2 settimane che li sto eseguendo e trovo che siano molto utili, focalizzando l'attenzione sul sincro corretto della rotazione delle spalle e della stabilità dei fianchi.

    Buon fitness golf!!!

    Fitness for golfers is specific and to go to the gym practicing "classic" exercises is not always the correct solution.

    In the www.golf.com video, Adam Schriber shows us how to do it using medicine ball, elastic band and balance exercises, focusing the attention on the split between shoulders and hips.

    I'm doing this routine since 2 weeks and I have really good results, above all on the correct synchronization during the backswing.

    Happy fitness, happy golf!!!

    giovedì 30 ottobre 2014

    ALEX BELLINI: L'AVVENTURIERO DELL'ANIMA - INTERVISTA PARTE 3




    Ci sono delle persone che ti hanno ispirato, persone che visto o di cui hai letto e hai pensato "Anche io voglio essere come loro"? 
    Si, sono tantissime le persone che mi hanno ispirato, soprattutto all'inizio della mia "carriera".
    Ad esempio Fogar. Ero uno di quelli che guardava Jonathan missione Avventura e rimanevo affascinato dalle storie che sentivo raccontare.
    A 14 anni mia nonna mi regalò un orologio della Sector, che all'epoca veniva venduto con una pubblicazione che raccontava delle gesta di sportivi avventurieri e fu proprio quello un momento chiave in cui ebbi chiara l'immagine di poter far parte di quel mondo affascinante. Poi gli anni sono passati, la vita mi ha portato da altre parti e poi sappiamo come è andata.
    Altri personaggi che hanno ispirato sono stati Messner, Thor Heyerdahl (quello del Kon-Tiki, la nave costruita con il legno di balsa, che navigò il Pacifico), ma ancora altri vecchi avventurieri come Ernest Shackleton con l'avventura della Endurance, ma ancora Umberto Nobile e molti altri dell'inizio del 900.

    Partecipi a diverse conferenze internazionali come Life Coach per aziende e multinazionali. Secondo te in questo particolare momento quali sono gli stimoli positivi che tu riesci a trasmettere?
    Premetto che le conferenze a cui partecipo sono come figura di "Avventuriero" in cui racconto una storia cercando di sottolineare gli aspetti che sono comuni a tutti quanti noi.
    In generale mi definisco più Sport Coach e non Life, anche se il limite è molto vicino in quanto anche se parli a uno sportivo, parli prima alla persona.
    Gli stimoli che trasmetto sono vari e tra questi mi viene mente il concetto di riprendere il controllo di sé stessi, in una situazione sociale e di mercato dove abbiamo la sensazione di averlo già, ma spesso è un'illusione. Molto spesso ci concentriamo sulle cose sbagliate, invece di porre l'attenzione sulle cose che invece possiamo controllare.
    Un altro stimolo positivo riguarda la capacità di saper sognare, vale la pena ogni tanto di porsi degli obiettivi ambiziosi, perché...si, ne vale la pena.

    So che segui degli atleti e tra questi anche un golfista professionista, come Personal Coach. Su quali aspetti lavori con loro?
    Lavoro con loro su vari aspetti. Posso dire che la situazione più comune tra gli sportivi è la mancanza di sincronia, cioè la capacità di concentrarsi sul qui e ora, slegandoci da pensieri negativi o sabotanti del passato, perché l'esperienza negativa può tornare dal passato per sabotare il presente, proprio come quando approcci una ragazza e in quel momento ti ricordi la volta precedente in cui una ragazza ti aveva dato dello sfigato, portando questo sentimento in ogni relazione con l'altro sesso, mentre si trattava solo di un momento singolo.
    E' fondamentale concentrarsi sul qui e ora, fare ciò che pensi e pensare a ciò che fai. Al tempo stesso è contro produttivo pensare a cose che succedono troppo nel futuro, come "chissà cosa diranno di me se sbaglierò", la paura di fallire, di non essere all'altezza. In generale si vive slegati dalla situazione presente che, paradossalmente, è l'unica che possiamo controllare.
    Un altro aspetto, anche tra gli atleti top, è la consapevolezza sui suoi punti di forza, le cose in cui è bravo. Sembra ridicolo, a volte si tende alla perfezione, soprattutto i golfisti e tendono a sottolineare non gli aspetti del gioco in cui sono forti, ma quelli in cui lo sono meno, gli aspetti che mancano loro per essere perfetti, anche e soprattutto in gara. Ma in gara bisogna portare solo i punti di forza.
    Un po' come quando da piccoli si giocava a fare i cavalieri con uno scudo di latta e una spada di cartone. Naturalmente usavamo il punto di forza, cioè lo scudo di latta e non la spada di cartone. quindi anche nel golf e in generale nello sport è importante usare bene i punti di forza.
    Un altro aspetto che affronto con gli atleti è l'energia, poca o troppa, che produce una prestazione non ottimale, cercando di modularla in maniera corretta.

    Quale sarà la tua prossima avventura? 
    La mia prossima avventura sarà sopravvivere su un iceberg (ADRIFT 2015), nel tentativo di documentare tutte le fasi di vita dell'iceberg stesso fino al suo completo scioglimento. Sappiamo già che, essendo una forma mutevole, proprio per la dinamica stessa dello scioglimento, ad un certo punto varierà la sua forma e si ribalterà e quindi dobbiamo trovare una soluzione per tornare a casa. La gestione del pericolo e la minimizzazione del rischio è un aspetto molto importante in questo momento. Il teatro dell'avventura sarà in Groenlandia e il periodo sarà ottobre/novembre 2015.

    In conclusione, secondo te esiste una ricetta per il successo?
    Direi di no, una ricetta non esiste. In generale dico che se c'è una cosa che funziona nella singola persona, allora sarà giusta per quella persona, se le fa del bene è giusto che continui a farla.
    In generale, per avere successo bisogna avere un occhio puntato su quello che stiamo facendo adesso, il qui e ora, e un altro sul dream goal, il nostro sogno.
    Ricordarsi sempre che in caso di successo o insuccesso, non è mai un colpo di fortuna o di sfiga, ma che le cose sono la semplice somma delle singole azioni che facciamo ogni giorno. Quindi pensiamo a quello che facciamo adesso, perché avrà una ripercussione su quello che saremo domani. 
    Un altro aspetto è la capacità di adattarsi alle situazioni, riprogrammare gli obiettivi quando le condizioni cambiano e farlo velocemente è un valore aggiunto importante.
    Questa per me sono la regole del successo!

    Nell'intervista che mi hai fatto hai dimenticato di chiedermi cosa sia il successo e il fallimento, che è molto importante e dato che non me lo hai chiesto, non te lo dico :)

    Ok Alex, magari a breve lo scopriremo, perché la prossima volta sarà la mia prima domanda.

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    mercoledì 29 ottobre 2014

    ALEX BELLINI: L'AVVENTURIERO DELL'ANIMA - INTERVISTA PARTE 2





    Quanto è importante avere una visione, un sogno, finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo?
    Penso sia fondamentale. Senza un sogno, una visione, che si fa ad occhi aperti durante la notte, non credo ci sia un grande futuro, perché quello che risveglia i nostri animi, il fuoco sacro che abbiamo dentro, sono i sogni stessi.
    Tuttavia è fondamentale unire una strategia al sogno, dotarlo di gambe e coraggio e per farlo bisogna creare un piano d'azione e comprendere che il raggiungimento di un obiettivo è la somma di tante piccole azioni che quotidianamente facciamo.
    Ovvio è che quando pensi a un sogno non pensi a tutto questo ma alla parte più emozionale del tutto. Ma a partire dal giorno dopo è fondamentale lavorare con metodo, con criterio e creare la pianificazione che poi rende possibile l'avventura.

    Secondo te, oltre al sogno e all'immaginazione, bisogno avere un programma per raggiungere l'obiettivo?
    Ne abbiamo appena parlato ed è fondamentale. Più sarà semplice il processo da seguire e più saranno alte le possibilità di raggiungere il nostro obiettivo.
    Come sai mi presto all'attività come coach nel mondo sportivo, in particolare delle discipline individuali, che sono la mia passione e mi rendo conto che una delle cose che manca maggiormente è un'educazione alla pianificazione. Anche gli atleti d'elite, quelli capaci di vincere medaglie importanti, talvolta mancano della capacità di organizzare un lavoro a step. Qui è importante il lavoro di un coach, non tanto sulla motivazione, che è all'ordine del giorno, ma per rimettere l'attenzione, il focus su tutte quelle cose che sono da fare tutti i giorni per raggiungere l'obiettivo, riportando la persona a lavorare sul qui e ora.
    Se si ha un obiettivo da qui a 6 mesi, è oggi che si deve agire.

    Pensando alle tue imprese emergono due sentimenti contrastanti: la paura e il coraggio.
    E' vero, sono due elementi contrastanti, ma pensandoci bene non sono in contraddizione, ma una importantissima integrazione. Il coraggio è andare avanti nonostante la paura. Se non avessi paura a fare qualcosa e lo facessi, sarebbe incoscienza.
    Detto questo, conosco molto bene la paura e me ne servo per definire dei limiti di azione. D'altro canto non conosco il coraggio. Conosco il coraggio di scegliere, perché ogni volta che lo fai, ti privi della possibilità di fare altro. In realtà non credo che in natura esista il coraggio. La tigre non è più coraggiosa dell'antilope che rincorre e l'antilope non è più coraggiosa perché corre più veloce. Entrambe reagiscono d'impulso alla paura di morire e per questo credo sia più forte la paura del coraggio. 
    Quando ti capita, come mi è successo, di vivere situazioni di solitudine e sconforto, senza avere il controllo della situazione intorno a te, andare avanti non è questione di coraggio ma di preservare la propria vita e spesso ti affidi alla paura per fare la cosa giusta, anche se nella paura non si fa mai la scelta corretta. E' la frequentazione quotidiana della paura che ti permette di usarla a tuo vantaggio.

    Nelle tue avventure ci sono stati dei momenti in cui hai detto "stop, mi fermo" oppure è sempre "avanti tutta ad ogni costo"? Quando si capisce che è il momento di fare un passo indietro?
    Confesso che sono stati più i momenti in cui dibattevo tra me e me il fatto di fermarmi o andare avanti, un profonda contraddizione che vivevo spesso, il "diavoletto" e l' "angioletto" che si confrontavano in continuazione.
    Quindi era un continuo dibattere tra "l'avanti tutta a ogni costo" e il fermarsi, perché era meglio e più sicuro. Devo dire che non era facile a volte gestire questo dibattito interiore.
    Quando si capisce che è ora di fare un passo indietro? E' una questione di sensibilità e intuito, anche perché molte volte non hai altri strumenti su cui basarti. Nel caso dell'Oceano, osservi il mare, il vento e cerchi di intuire cosa ti stanno dicendo, come se fossero dei messaggi che ti indicano cosa fare. Proprio durante la traversata dell'Oceano Pacifico, a sole 60 miglia da terra, vicino alla meta, ho guardato il mare, non mi piaceva per niente e in quel momento è stato netto e chiaro il messaggio che mi stava arrivando "Alex pensaci bene, questo è un momento che potrebbe definire il tuo futuro" e lì, quasi alla meta, ho fatto la scelta di interrompere. Di questo ne vado molto orgoglioso, perché ho definito un limite. E sulla definizione di limite entrano in campo quali sono le regole del gioco, le opportunità e il confine da non superare; e dentro il confine c'è veramente tanto da fare.

    lunedì 27 ottobre 2014

    ALEX BELLINI: L'AVVENTURIERO DELL'ANIMA - INTERVISTA PARTE 1



    Chi è Alex Bellini? E' un avventuriero, keynote speaker e mental coach.

    Negli ultimi dieci anni ha corso più di 23.000 chilometri, ma non si considera un corridore. Ha remato in solitaria più di 35.000 chilometri, ma non si considera neppure un vogatore. Ha vissuto in completo isolamento più di 560 giorni, ma non si considera un avventuriero solitario.
    Ha attraversato l'Oceano Atlantico (2005), il Pacifico (2008) in barca a remi e ha partecipato alla LA-NY FOOTRACE (2011), la corsa coast to coast negli USA.

    In primo luogo, Alex, come lui stesso ama definirsi, è un esploratore della natura umana.

    E’ il co-fondatore di The 5th Element Ltd, una società inglese che fornisce servizi di motivational speaking e coaching sportivo, anche nel mondo del golf.

    Ho avuto la fortuna di incontrare Alex a Milano e, da una chiacchierata molto piacevole sulle sue avventure, metafore di vita vera, è nata questa intervista, che voglio condividere.

    La tua vita Alex, intorno ai 20 anni, era da studente di Scienze Bancarie ed Economia e Commercio e poi ad un certo punto sei diventato un "avventuriero". E' stato un colpo di fulmine?
    In realtà, la mia vita a 20 anni aveva tutta un'altra forma. Ero un ragazzo che amava l'amicizia e la socialità, che andava in discoteca e faceva anche centinaia di chilometri per fare serata.
    Tuttavia col tempo ho cominciato a sentire una sorta di distacco dalla persona che sarei voluto essere e che invece stavo diventando. Al terzo anno di università mi sono fermato e ho fatto un proiezione di me stesso a 10 anni e quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. Sarei diventato un mediocre tecnico di borsa, mentre la mia pancia voleva che facessi altro. E' stata la paura a farmi diventare avventuriero, per scappare da quella situazione che mi stava portando su un binario morto.
    Diventare quindi un avventuriero è stato lento e non un colpo di fulmine,  mi sono dovuto allenare molto e prepararmi con intensità. E' stato un percorso fatto di dubbi, perplessità, perché fare qualcosa che altri hanno già fatto ti da sicurezza, mentre avventurarsi per un sentiero sconosciuto è già di per sé un rischio.

    Pensando alle avventure incredibili nelle quali ti cimenti, si pensa spesso al cliché del super uomo, tutto muscoli, alla Supeman. Chi ti conosce invece sa che, tutto sommato, sei il classico vicino di casa insospettabile. Questo che significato ha per te?
    Per me questo ha un significato profondissimo. Da un lato il mio ego sarebbe gonfio se fossi l'unico o uno dei pochi a riuscire a fare queste imprese. Dall'altro per me è molto più importante essere un riferimento, un'ispirazione per gli altri e per riuscire a farlo devi essere vicino alle persone, che si devono poter riconoscere in te.
    Il fatto di essere, e non lo sono, un super uomo, mi allontanerebbe dagli altri. Tutte le volte che mi capita di ispirare le persone a vivere la vita con l'attitudine all'avventura, se fossi modello Superman scatenerebbe un pensiero in chi mi ascolta del tipo "Si ma lui può e io no".
    Invece conoscendomi, vedendo dell'avventura il lato umano, delle difficoltà, dei dubbi, della paura, mi rende più credibile e vicino alle persone. E questo è importante se vogliamo essere dei riferimenti.

    Il saggio dice "Il successo è un viaggio, non una meta". Secondo te è solo una frase fatta o una verità?
    Io credo che non sia solo una frase fatta, ma ci sia della verità, anche se è difficile da accettare, come nella traversata a remi dell'Oceano Pacifico, dove l'avventura aveva senso di per sé, non tanto il raggiungimento di una meta. 
    Mi alzavo ogni mattina e avevo in mente in maniera nitida un'immagine e questa non era il percorso, ma l'arrivo a Sidney. Quindi ho navigato per 10 mesi in un Oceano, a remi, con in testa l'obiettivo di raggiungere il mia meta.
    Tuttavia durante questo lungo periodo, più remavo e più chilometri facevo e più mi rendevo conto che non era nella meta che dovevo concentrare i miei sforzi, ma nel percorso stesso, sui singoli giorni che Dio mi mandava sulla terra. Ogni giorno che vivevo era un'avventura, un'esperienza straordinaria.
    Quando al termine dell'avventura ho dovuto decidere tra la vita e la morte, interrompere la navigazione o proseguire il tentativo di raggiungere Sidney, non ho esitato un secondo. Improvvisamente era apparso ai miei occhi che ciò che mi aveva reso una persona migliore era stato il viaggio stesso, non l'arrivo in Australia e quindi l'arrivo a terra aveva perso improvvisamente di significato.

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    giovedì 23 ottobre 2014

    IL TEE DELLE DONNE - THE WOMEN'S TEE


    Conosciamo tutti la tradizionale "penitenza" che i maschietti devono fare in caso di t-shot prima del tee delle donne, giusto? Paghi la birra ai compagni di gioco.

    Pare che sia un'usanza che arriva dal passato, nata (scherzosamente) per "comprare" il silenzio dei compagni di gioco che così non svergognano la vittima davanti a tutti in clubhouse.

    Oggi non è più così, nel senso che la birra la paghi sempre, ma poi la "pubblica umiliazione", se così la vogliamo simpaticamente chiamare, arriva lo stesso.

    Questo per me è un tema caldo perché, non so come mai :), ma nella quadretta, almeno 1 volta a giro, il danno lo compio.

    Il bello della cosa è che nei 10 secondi successivi si vive un'emozione tra la delusione e la furia cieca, che contieni perché l'etichetta non consente di prendere il bastone e scaraventarlo a 10 metri. 

    Passato questi 10 secondi di implosione nervosa, ti giri e vedi i tuoi compagni di gioco che, muti come dei pesci, ti guardano con quegli occhioni che dicono: "Povero, che sfortuna...vabbè, ci pagherai da bere".

    Nel video è girata una simpatica scena su questo argomento. Molto divertente da vedere.
    Buon golf!!!


    Everybody knows the penance that male golfers has to pay in case of a t-shot shorter than the women's tee, right? To pay beers to the playmates.

    It's something that comes from the past, to "corrupt" the golf friends and to pay for the silence.

    Today is not the same, in the sense that you have to pay the beers, but you have also to receive the public humiliation :).

    For me it's a hot argument because, I don't know why, every 18 holes I'm the one doing it.
    When it happens, in the after 10 seconds, the emotion is half frustration and half fury, but you have to compress it inside, because you can't be crazy on a golf course.
    After that short period, looking your silent friends, you see their eyes open saying: "Poor guy, what a bad luck...don't forget the beers".

    Take a look to this funny video on this matter.

    Happy golf!!!




    mercoledì 22 ottobre 2014

    COME APPROCCIARE IN SALITA - THE UPSLOPE PITCH BY BUTCH HARMON


    Non arrivo sempre in green, anzi spesso lo manco di 5 - 10 metri e allora l'approccio e putt diventa importante.
    Settimana scorsa, giocando su un percorso con tante salite e discese, al GC I Ciliegi vicino a Torino, mi sono trovato spesso con la palla in salita ed è stato fondamentale quello che Butch Harmon descrive in questo video di Golf Digest, ovvero di correggere il set up portando l'inclinazione delle spalle parallele al terreno.

    Buon golf!!!


    From the 110 - 140 mt. often, half of the times, I'm not on the green but 5 - 10 mt. around it. In this case to approach and one putt is crucial to lower the score.
    Last week I've played on a course with a lot of uphill and downhill, at GC I Ciliegi closed to Turin (Italy), and I never had my feet horizontal.
    Luckily I've watched the Butch Harmon video by Golf Digest about the correct set up in these situations, very helpful.

    Happy golf!!! 

    martedì 21 ottobre 2014

    FARE SURF SU UN CAMPO DA GOLF? POSSIBILE!!! SURFING ON A GOLF COURSE? YES YOU CAN!!!


    Fare surf come sulle onde della California o snowboard in neve fresca anche su un campo da golf?

    L'idea è venuta a qualcuno e negli USA è già un fenomeno di successo, tanto che hanno vinto il premio come Best Product alla Fiera PGA di Orlando nel 2014. 

    Nasce la GOLFBOARD, che ha come consulente e designer Laird Hamilton, golfista appassionato ma soprattutto leggenda del surf, che coniuga il principio della tavola da surf, dello skate-board e la necessità di spostarsi in campo con la sacca da golf.

    L'utilizzo è semplice e intuitivo e sembra anche molto divertente. Ci sono diverse modalità di utilizzo, come si vede nel video, a seconda degli accessori che si possono abbinare.

    Per maggiori informazioni andate su http://www.golfboard.com

    Buon golf!!!


    Surfing the California waves or snowboarding in the white snow also on a golf course?

    Someone in the USA has thought about that and it is already a success, with the recognition of Best New Product at the 2014 PGA Merchandise show at Orlando.

    It's the GOLFBOARD, designed with the help of Laird Hamilton, the big wave surfing legend, and moving around the 18 holes with sensations inspired by surfing and skateboarding.

    It's simple and intuitive and it seems to be funny, with many accessories that can personalize the board.

    For more information http://www.golfboard.com

    Happy golf!!!



    lunedì 20 ottobre 2014

    PERCHE' CAMBIARE I FERRI A FINE STAGIONE - WHY TO CHANGE IRONS THE END OF THE SEASON


    Questo è un post dedicato a un mio amico al quale hanno rubato la sacca recentemente e quindi si è trovato improvvisamente senza bastoni.

    Fatti ovviamente i miei migliori auguri agli autori di quest'azione, si pone la necessità di pensare ai nuovi acquisti e nella sfortuna la fine dell'anno è un buon periodo per scegliere tra le novità 2014 a prezzi di assoluta convenienza.
    Qui viene in nostro aiuto GOLF.COM con una recensione fatta molte bene nel Marzo 2014 in cui sono testati in maniera dettagliata 27 set di ferri, divisi in 3 categorie, per tutti i tipi di handicap di gioco.

    Quindi amico mio, leggiti l'articolo a questo link e fai la tua scelta http://www.golf.com/equipment/irons-2014-golf-magazine-clubtest-2014-irons-iron-reviews-photos-videos 

    Buon golf!!!


    This post is dedicated to a friend of mine to whom someone has recently stolen the bag with all the clubs.

    Of course my "best wishes" goes to the author of this action, but now my friend has the necessity to think about a new purchase and the end of the year is a good moment for a good deal on the 2014 clubs.
    It helps us GOLF.COM with a review very well detailed, written in March 2014 where 27 clubs has been tested, in 3 different categories, mainly for all kind of handicap.

    So my friend, take a look at this link below and make your choice http://www.golf.com/equipment/irons-2014-golf-magazine-clubtest-2014-irons-iron-reviews-photos-videos

    Happy golf!!!

    giovedì 16 ottobre 2014

    ENERGIA AL TOP PER 18 BUCHE - ENERGY AT THE BEST FOR 18 HOLES


    Arriviamo in campo, pieni di energia, iniziamo "forte", al top e con le idee chiare, ma più ci avviciniamo alla 18^ buca, dopo 4 ore di gioco (a volte 5), più la concentrazione e la forma fisica, danno segni di cedimento.

    Capita solo a me? Si? Allora questo post per te è superfluo :)

    Viceversa se non sono il solo, allora qui puoi trovare alcune considerazioni di buon senso da portare in campo, durante le 18 buche, come mostrato in questo video di Golf Digest.

    1) Cibo di qualità = energia
    2) Mangiare poco e spesso
    3) Scegliere alimenti pronti "naturalmente" e non elaborati, come ad esempio
    - Noci
    - Mele
    - Banane
    - Frutti di bosco
    4) Bere acqua naturale, spesso, buca dopo buca, prima di avere sete.

    Con questo lo score si abbassa? Forse si, ma in ogni caso avere maggiore energia permette di godersi maggiormente il fantastico gioco del golf.

    Buon golf!!!

    At the beginning on the golf course, full of energy, we start strong, but hole after hole, after 4 hours, sometimes 5, the concentration decrease and the body strength too.

    It happens only to me? Yes? So you can quit here :)

    But if I'm not alone, here you can find some sensible requirements to have with you on the golf course, as shown in this Golf Digest video.

    1) Quality food = energy
    2) Eat small quantities, often
    3) Choose whole food instead of over processed products, so go for
    - Walnuts
    - Apples
    - Bananas
    - Blackbarries
    4) Drink still water, often, hole after hole, before to be thirsty

    Is this enough to lower the score? Maybe, but in any case to have full energy through out all the 18th holes, allow us to have more fun.

    Happy golf!!!









    sabato 4 ottobre 2014

    LA POSIZIONE DELLA PALLA CON IL DRIVER - BALL POSITION WITH THE DRIVER


    Tiravo il drive da tutte le parti, destra, sinistra, slice soprattutto...

    E adesso? Ho ascoltato il consiglio di un amico, che poi ho ritrovato qui nel video di Jason Guss di Golf Digest.

    Il consiglio è semplice: posiziona la palla a sinistra, appena fuori dal piede e un po' più alta sul tee. Poi con fiducia, fai il tuo swing...bum!!!

    Non funzionerà per tutti ma a me ha cambiato la vita e adesso il drive è uno dei miei colpi più sicuri.
    Quindi se anche tu stai litigando con questo bastone, prova!

    Buon golf!!!


    My driver shot was going everywhere, right, left, most of all slices...

    And now? I've learned a tip from a friend, the same I've found in the Jason Guss video by Golf Digest.

    The advice is simple: place the ball left, just outside the the foot and a little bit higher. Then full trust and swing...bum!!!

    Maybe this advice is not for all, but if you struggle with this club, try it!
    In my case, this has changed my driver life and now this shot is the one I trust more.

    Happy golf!!! 

    giovedì 25 settembre 2014

    EDOARDO MOLINARI: INTERVISTA AL CAMPIONE - AN INTERVIEW TO THE CHAMPION

    Si parla spesso di resilienza nello sport e nella vita, ovvero la capacità di resistere alle avversità e alla fatica, sapendosi adattare ai cambiamenti, per uscirne vincenti.

    Edoardo Molinari ne è un esempio positivo Alla fine del 2012 era tra i top player del golf mondiale, poi l'infortunio al polso lo ha tenuto fermo per diverso tempo costringendolo a ricominciare da molto indietro.
    Nel suo libro "18 buche" scrive che negli anni ha avuto un'alternanza di vittorie e sconfitte, stagioni memorabili e altre da dimenticare, ma che non ha mai mollato. 
    Intervistarlo su questo argomento è stato una piacevole conferma. 

    Quali sono le energie e le capacità, prima come uomo e poi come atleta, che hai dovuto mettere in campo per superare le difficoltà che ti sei trovato davanti in quest'ultimo periodo della tua carriera?
    Sicuramente ho dovuto fare tanti sacrifici per tornare a giocare un buon golf e ho dovuto avere tanta pazienza perché dopo due anni pieni di infortuni è molto dura dover ricominciare da zero o quasi.

    Qual è il peggiore nemico con cui combattere in queste situazioni?
    La paura di non tornare al 100% fisicamente. La tecnica si può sempre migliorare, ma senza la salute non si può fare nulla!

    La scelta di Sean Foley come coach, che ruolo ha avuto in tutto questo?
    Ho scelto Sean perché visto che dovevo ricominciare da zero volevo diventare un giocatore migliore di prima e Sean era l'unico di cui mi fidassi ciecamente. Devo dire che i risultati stanno iniziando piano piano a darmi ragione.

    Si dice spesso che il golf sia una metafora della vita. Cosa ti ha insegnato questo periodo?
    Mi ha insegnato che nella vita ci sono cose molto più importanti di qualche putt mancato o di qualche colpo sbagliato! E ho anche imparato a capire chi mi vuole veramente bene.

    Adesso stai tornando ai livelli che meriti. Su cosa stai lavorando, a livello tecnico e come approccio mentale?
    Sto lavorando tanto con Sean per migliorare ancora la mia tecnica e la consistenza dei colpi.

    Esprimi un desiderio.
    Che possa giocare per il resto della carriera senza subire più infortuni gravi.

    We often speak about resilience in sport and life, the ability to face adversity and fatigue, the capability to adapt to change, as a winner.
    Regard to this, Edoardo Molinari is a positive example. At the end of 2012 he was among the top golf players in the world ranking, then the wrist injury has kept him standing for some time and he has had to start far behind.  
    In his book "18 holes" he describes how over the years he has had alternating wins and losses, memorable seasons and others to forget, but he has never given up.
    Interviewing him on this subject has been a nice confirmation.

    What are the energies and capacities, first as a man and then as an athlete , that you have performed to overcome the difficulties that you have encountered in these last years of your career?
    Of course, in order to play again a good golf, I have made many sacrifices. A lot of patience was involved too, because after two years of injuries it's hard to come back at top level.

    What's the worst enemy in these situations?
    The fear of not being able to get back physically at 100%. The technical aspect can always improve, but without health you can't do anything!

    Why Sean Foley, which role has he had in all of this?
    I have chosen Sean because I had to restart from zero and I wanted to become a better player than before: he was the only one I trusted blindly. And the results are starting to confirm this.

    Golf as metaphor for life. What have you learned in this period?
    I've learned that in life there are many more important things than a missed putt or a wrong shot! And I've also understood who really loves me.

    You're now returning to the levels you deserve. What are you working on technically and mentally?
    I'm working a lot with Sean to improve even more my technique and consistency.

    Make a wish.
    That I can play for the rest of my career without suffering any other serious injury.